insieme a te sara' piu' facile aiutare le vittime della guerra e della poverta'.
scopri la nostra storia. Inizia da qui, insieme a noi...
chi sono oggi le vittime della guerra?
nove su dieci sono civili
una su tre e' un bambino
i nostri medici curano una persona ogni due minuti
Tutto questo e' stato possibile solo grazie al tuo aiuto. Ecco come abbiamo cominciato...
il nostro viaggio inizia in ruanda nel 1994
interveniamo in un ospedale locale con un team di chirurghi
da allora iniziamo a costruire i nostri ospedali
per offrire cure gratuite e di elevata qualita'
e formiamo il personale locale
in modo da renderlo autonomo
1995, iraq
apriamo 2 centri chirurgici, 22 posti di primo soccorso e 3 centri di riabilitazione e produzione protesi
1998, cambogia
costruiamo un centro chirurgico e 5 posti di primo soccorso
1999, afghanistan
gestiamo 3 centri chirurgici, 3o posti di primo soccorso e un centro di Maternita', assistiamo anche i detenuti nelle carceri
2001, sierra leone
apriamo un centro chirurgico e un centro pediatrico
2004, sudan
costruiamo 3 centri pediatrici e un centro cardiochirurgico
2009, repubblica centrafricana
apriamo un centro pediatrico
perche' la migliore prevenzione della guerra e' il rispetto dei diritti umani per tutti e ovunque.
nel frattempo in Italia mobilitiamo l'opinione pubblica contro le mine antiuomo e la guerra
1995 - La campagna contro le mine antiuomo
I chirurghi di EMERGENCY conoscono da vicino gli effetti devastanti delle mine antiuomo perché ne curano le vittime. Per questo EMERGENCY si impegna da subito nella campagna contro le mine, chiedendo pubblicamente al ministro della Difesa un'azione concreta: il 2 agosto 1994 il Parlamento italiano delibera una moratoria sulla produzione ed esportazione delle mine antiuomo. In seguito a una grande campagna di mobilitazione popolare, il 29 ottobre 1997 il Parlamento italiano approva la legge n.374 che proibisce in Italia la fabbricazione, lo stoccaggio, la vendita, l'esportazione e il possesso di mine.
2001 - Uno straccio di pace
Per manifestare contrarietà alla guerra contro l'Afghanistan, EMERGENCY chiede ai cittadini italiani di indossare uno straccio di pace. La piccola striscia bianca di tessuto da legarsi al polso, da appendere alla borsa o in macchina diventa il simbolo di riconoscimento di chi «vuole trovare nuove forme di stare insieme, nuovi modi per risolvere i problemi che non siano la violenza, il terrorismo, la guerra».
2002 - Fuori l'Italia dalla guerra
Nell'autunno del 2002, ancora una volta, la guerra sembra una scelta inevitabile: l'Iraq è il nemico numero 1, le inesistenti armi di distruzione di massa sono presentate come una minaccia alla sicurezza dell'occidente e l'occidente si prepara a un'altra campagna militare nella regione. «Fuori l'Italia dalla guerra»: è questa la richiesta che EMERGENCY pone al governo italiano e a tutti i cittadini con una grande mobilitazione il 10 dicembre 2002.
2010 - Il mondo che vogliamo
Il mondo che vogliamo è il titolo del Manifesto che EMERGENCY presenta nel settembre 2010 al nono Incontro nazionale dei volontari. Il Manifesto chiede un mondo senza guerra, dove siano garantiti i diritti essenziali di ogni essere umano - salute, istruzione, informazione... - nella condivisione di valori fondamentali come pace, democrazia, diritti e uguaglianza.
2011 - "Si può solo abolire", contro la guerra in Libia
Nel febbraio 2011 la comunità internazionale e, in un secondo momento, l'Italia dichiarano guerra alla Libia. EMERGENCY si schiera ancora una volta contro la guerra: per colpire un dittatore, fino a pochi mesi prima sostenuto da molti governi occidentali, si decide di attaccare un intero Paese e violare la Costituzione italiana. EMERGENCY promuove un appello ispirato a una celebre frase di Einstein: "La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire". In pochi giorni l'appello viene condiviso da oltre 50 mila persone.
nel 2005 iniziamo a occuparci del diritto alla cura anche in Italia
ai migranti e ai poveri spesso le cure non sono garantite
  • dolori muscolari e alle ossa
  • infezioni
    gastrointestinali
  • infezioni alle vie respiratorie
  • problemi psicologici e disturbi all'udito e alla vista
  • infezioni cutanee
interveniamo con ambulatori mobili
destinati ai migranti
per curare le patologie causate soprattutto dalle durissime condizioni di vita e di lavoro
nei poliambulatori di Palermo
e Marghera offriamo cure specialistiche gratuite a
chiunque ne abbia bisogno
anche agli Italiani, sempre
piu' numerosi
tutto questo e' possibile grazie al tuo aiuto e al tuo passaparola.
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nel nostro poliambulatorio di Marghera, ad esempio, un paziente su cinque e' italiano e il numero continua a crescere
in tutta Italia fino a oggi abbiamo curato piu' di 15 mila persone
con oltre 75 mila prestazioni